Il teatro di animazione come strumento di intervento

in ambito educativo, sociale e medico-sanitario

 

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Elisabetta della Casa

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I burattini della commedia. Spettacoli e formazione

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Il teatro di animazione come strumento di intervento

In ambito educativo, sociale e medico-sanitario

Il teatro di animazione non è solo spettacolo.

È un linguaggio.

Un linguaggio antico e potentissimo, capace di dare forma a ciò che spesso non trova parole: emozioni, conflitti, relazioni, immaginazione.

Nei nostri percorsi il burattino non è mai un fine estetico, ma un mezzo.

Uno strumento vivo che permette di:

  • facilitare la comunicazione

  • attivare processi espressivi

  • creare relazione

  • lavorare in contesti educativi, sociali e terapeutici

Attraverso la mano — che anima, costruisce, muove — si apre uno spazio simbolico dove è possibile dire, fare, trasformare.

I nostri corsi nascono dall’incontro tra pratica teatrale, esperienza educativa e lavoro nei contesti sociali e di cura.

Il burattino, in questo percorso, diventa uno strumento concreto: un mediatore che facilita la relazione, sostiene il lavoro di gruppo e permette di affrontare temi complessi in modo accessibile e coinvolgente.

I percorsi proposti si rivolgono a insegnanti, educatori, operatori sociali e a tutti coloro che desiderano acquisire strumenti pratici da utilizzare nel proprio ambito professionale.


Come sono strutturati i nostri corsi

Da anni il teatro di animazione è riconosciuto come strumento efficace in ambito educativo, sociale e terapeutico.

Una pratica sostenuta da esperienze sul campo e da una solida letteratura.

I nostri corsi si fondano su un principio chiave:

👉 la figura come dispositivo relazionale e simbolico

Il burattino diventa:

  • mediatore tra interno ed esterno

  • facilitatore della parola

  • strumento per lavorare sulle dinamiche di gruppo

Ogni percorso integra:

  • teoria (fondamenti, contesto, metodologia)

  • pratica (costruzione, animazione, lavoro di gruppo)

  • applicazione (simulazione di interventi reali)

Corso: il burattino nell’educazione

burattino_educazione

Il burattino è presente nei programmi ministeriali italiani già dal 1955.

Non è un caso: è uno degli strumenti più efficaci per entrare in relazione con l’infanzia.

Obiettivi

  • offrire a insegnanti ed educatori un linguaggio vicino al mondo dei bambini

  • comprendere il funzionamento del burattino come strumento didattico

  • apprendere tecniche di costruzione (gommapiuma e cartoncino)

  • sviluppare una metodologia integrata tra teoria e pratica

  • progettare e simulare attività educative di gruppo

Metodologia

Il corso si articola in:

  • una parte teorica (fondamenti, storia, metodologia)

  • una parte pratica:

    • costruzione del burattino

    • tecniche di animazione

    • simulazione di interventi didattici

👉 Il lavoro di gruppo è centrale: è lì che il burattino diventa relazione.

Destinatari

Insegnanti, educatori, studenti, operatori culturali

Durata

15 ore (5 incontri da 3 ore)

 

Corso: il burattino come strumento sociale

burattino_sociale

Il teatro di animazione è oggi utilizzato in molti contesti:

ospedali, comunità, carceri, centri sociali, situazioni di vulnerabilità.

Questo corso nasce per portare il burattino dentro questi spazi.

Obiettivi

  • offrire uno strumento comunicativo a operatori del sociale

  • utilizzare creatività e narrazione come risorse di intervento

  • sviluppare competenze espressive e relazionali

  • favorire cooperazione e dinamiche inclusive

  • progettare interventi in contesti reali

Contenuti

  • scrittura e drammatizzazione

  • costruzione e animazione del burattino

  • lavoro sulle dinamiche di gruppo

  • simulazione di interventi sociali

Metodologia

Un percorso che unisce:

  • teoria (principi dell’intervento sociale e simbolico)

  • pratica (costruzione, animazione, messa in scena)

Destinatari

Educatori, operatori sociali, volontari, psicologi

Durata

15 ore (5 incontri da 3 ore)

 

Corso: il burattino come mezzo teatrale

burattino come strumento teatrale

Un percorso dentro il mestiere.

Dentro la tradizione della Commedia dell’Arte.

Dentro il teatrino.

Obiettivi

  • apprendere le tecniche di animazione del burattino

  • comprendere il movimento e la creazione del personaggio

  • imparare a scrivere per il teatro dei burattini

  • sviluppare improvvisazione e uso della voce

  • mettere in scena brevi spettacoli

Contenuti

  • dal gesto al personaggio

  • dal canovaccio al testo

  • tecnica della maschera e del “generico”

  • esercizi nel teatrino

Metodologia

Un percorso che va:

👉 dall’oggetto alla figura

👉 dal movimento all’anima

Un sapere tramandato da maestro ad allievo, che Moreno Pigoni porta avanti con esperienza e passione.

Destinatari

Aperti a tutti

Durata

15 ore (5 incontri da 3 ore)

 

Scheda didattica

I burattini classici discendono direttamente dalla secolare tradizione della Commedia dell’Arte. Non solo: è anche grazie a loro se questa forma teatrale non cadde nell’oblio durante la censura napoleonica, che proibì l’uso pubblico delle maschere.

I burattini ne hanno custodito lo spirito, diventando una delle più preziose eredità culturali del nostro Paese.

Le storie che portiamo in scena affondano le loro radici nelle fiabe popolari e nei racconti della tradizione orale. Narrazioni antiche, tramandate nel tempo, che continuano a parlare al presente.

Negli ultimi decenni, questo teatro si è progressivamente orientato verso il pubblico dei bambini. La drammaturgia si è così trasformata, adattandosi ai loro tempi e alla loro sensibilità:

il linguaggio, un tempo più verboso, si è fatto essenziale e diretto, mentre il ritmo dell’azione è diventato più dinamico e coinvolgente.

Le molteplici lingue delle maschere regionali italiane — tra cui Arlecchino, Pulcinella, il Dottor Balanzone, Brighella, Colombina, Gianduja, Gioppino, fino ai nostri Sandrone e Fagiolino — si sono progressivamente trasformate in una ricca gamma di “colori” della lingua italiana.

Un patrimonio vivo, che racconta le nostre radici profonde e la varietà culturale del territorio, e che continua ancora oggi a essere conosciuto e apprezzato in tutta Europa.

TEMI  TRATTATI E UTILIZZO DIDATTICO-PEDAGOGICO

I nostri spettacoli si ispirano alla struttura delle fiabe tradizionali.

Come in ogni fiaba, ritroviamo temi universali e personaggi archetipici: l’eroe che intraprende un viaggio, le prove da superare, il ritorno a una condizione di equilibrio e armonia.

Accanto a lui compaiono spesso animali fantastici e aiutanti magici, capaci di offrire strumenti e possibilità, oppure figure come le streghe, custodi di misteri, filtri e trasformazioni.

I racconti attraversano grandi temi: l’amore, il conflitto, la lotta, la paura.

Proprio le piccole paure che i bambini incontrano durante lo spettacolo diventano un’occasione preziosa: possono essere vissute, riconosciute ed elaborate, permettendo ai più piccoli di uscirne rafforzati.

Il linguaggio simbolico dei burattini si adatta profondamente alle modalità espressive dell’infanzia, accompagnandola e sostenendola nella dimensione del gioco e della fantasia.

Allo stesso tempo, questo teatro:

  • favorisce l’espressione e la comunicazione

  • promuove la relazione

  • sostiene la costruzione e il rafforzamento dell’identità

In pochi altri linguaggi espressivi si manifesta con tanta immediatezza e autenticità la voce dell’infanzia.

 

IL BURATTINO NEI PROGRAMMI SCOLASTICI

Il teatro dei burattini è presente nei programmi ministeriali italiani già dal 1955.

Grazie al lavoro pionieristico della straordinaria burattinaia e intellettuale Maria Signorelli negli anni Cinquanta del ’900, e al contributo del pedagogista Luigi Volpicelli, i burattini furono inseriti nei Programmi didattici ministeriali per la scuola primaria del 1955:

“È anche consigliabile che l’alunno partecipi attivamente a spettacoli di burattini e assista a rappresentazioni teatrali opportunamente scelte.”

E più oltre:

“I fanciulli saranno incoraggiati a costruire rilievi e plastici (…) a modellare figure ed oggetti del presepio; a fabbricare e vestire marionette e burattini per il teatrino…”

Quando questi programmi furono abrogati e sostituiti da quelli del 1985, il teatro dei burattini continuava a essere esplicitamente valorizzato:

“I linguaggi iconici devono servire a cogliere tutte le esperienze e gli elementi di natura percettiva, tattile, visiva, cinestetica, che in altre forme di comunicazione sarebbero destinati a perdere gran parte della loro identità. Un processo di integrazione attuato dall’interno può configurarsi in una molteplicità di rapporti interdisciplinari (…) il teatro dei burattini, in particolare, costituisce una delle migliori occasioni per rendere vivo e operante il principio della integrazione.”

PERCHÉ FUNZIONA IL BURATTINO

Quali sono quindi le modalità che rendono la marionetta un ottimo ausilio al momento di agire?

  • Il burattino funziona perché è insieme:

    👉 reale e irreale

    👉 vicino e distante

    👉 gioco e verità

    Questo permette:

    • proiezione → dire attraverso un altro

    • mediazione → creare distanza protettiva

    • espressione → trasformare il non detto in parola

    • relazione → attivare dinamiche autentiche

    È un oggetto che diventa soggetto.

    Non imita la vita: la trasforma.

    Nel lavoro con il burattino si attivano contemporaneamente:

    • corpo

    • voce

    • immaginazione

    • emozione

    • pensiero

    E soprattutto:

    👉 la mano diventa strumento di conoscenza.

    È dentro questa tradizione, viva e in continuo movimento, che si inserisce il nostro lavoro.

    Un lavoro che guarda al passato per costruire strumenti attuali, capaci di parlare al presente e di creare relazione, apprendimento e possibilità.

    Perché il burattino non è solo memoria:

    è un linguaggio che continua a generare incontri.